
Viviamo un’epoca in cui è innegabile il vasto, potente impatto che le società umane stanno avendo sul pianeta, dal rapido declino della biodiversità all’aumento della temperatura terrestre dovuto all’utilizzo di combustibili fossili alla grave crisi idrica globale con conseguente desertificazione sempre più estesa, all’accumulo inarrestabile di rifiuti di plastica e da fast fashion e molto altro ancora.
Anche se il 4 marzo 2024, la commissione responsabile del riconoscimento delle unità temporali all’interno del nostro periodo geologico più recente, ha respinto la proposta di considerare concluso l’Olocene e indicare come inizio della nuova era geologica detta Antropocene l’anno 1952, non possiamo negare che l’epoca in cui stiamo vivendo è un’epoca di grande e rapida trasformazione planetaria causata dagli esseri umani.
Si era proposto di far coincidere l’inizio dell’Antropocene con l’anno 1952 per indicare un evento che le persone proponenti considerano uno spartiacque importante: si tratta dell’anno in cui gli USA testarono la prima esplosione della famigerata Bomba H, il cui funzionamento si basa sulla fusione nucleare anziché sulla fissione, con conseguente maggiore impatto devastante e anche maggiore fallout radioattivo.
Nonostante ciò, probabilmente per consentire di attribuire al termine Antropocene un significato ampio e un inizio più articolato, non identificabile con un solo evento, si può condividere l’opinione espressa da Bill Ruddiman su Science già nel 2015: “ha davvero senso definire l’inizio di un’era dominata dagli esseri umani millenni dopo che la maggior parte delle foreste nelle regioni coltivabili era stata tagliata per l’agricoltura?”
E allora, con la piena convinzione che le discussioni sull’Antropocene e la ricerca sulla natura della trasformazione umana del pianeta, debbano proseguire con approccio scientificamente valido, vale la pena interrogarci su come la giornata di oggi possa essere utile per un contributo alla riflessione.
Mai come ora, in una fase storica caratterizzata dal dilagare di proposte e teorie ascientifiche, dal negazionismo portato al dominio del Pianeta, l’umanità è chiamata a un’assunzione di responsabilità collettiva.
“Il Nostro Potere, Il Nostro Pianeta”, richiama esattamente l’urgenza di un’azione collettiva per triplicare la produzione globale di energia rinnovabile entro il 2030. La transizione energetica è ormai una priorità: solo attraverso fonti pulite e innovative possiamo ridurre le emissioni di CO₂ e contribuire a preservare l’equilibrio ecologico.
Come utilizzare questa giornata per sensibilizzare i nostri ragazzi e le nostre ragazze affinché non ci si limiti a qualche iniziativa in un solo giorno, ma si assuma come priorità assoluta di ogni azione individuale e collettiva la tutela del Pianeta?
Forse la prima cosa che si può fare è porsi una domanda ogni volta che si deve prendere una decisione:
è davvero necessario?
e subito dopo:
quali possono essere le conseguenze della mia/nostra scelta?
L’informazione accessibile facilmente e corretta è indispensabile e un ottimo contributo è offerto da RAI scuola. Per usufruirne, clicca qui.
Ma non basta!
Occorre considerare il quadro politico globale, aggravato da guerre che sottraggono risorse alla necessaria e urgente transizione ecologica.
Occorre fare i conti con il trumpismo le cui scelte posso avere ricadute devastanti da ogni punto di vista, su tutto il Pianeta
La sostenibilità ambientale non è compatibile con una globalizzazione che si fonda su leggi di libero mercato, speculazione finanziaria e iniqua distribuzione di risorse in presenza di una continua crescita demografica.
Educare alla finanza critica è il primo, improcrastinabile passo che bisogna compiere per far sì che le nuove generazioni sappiano fare ciò che chi le ha precedute, come il costante anticipo dell’overshoot day dimostra ogni anno. In Italia quest’anno è addirittura previsto per il 6 maggio!!!
E forse, l’unica azione politicamente concreta da fare, individualmente e collettivamente, è aderire al movimento che si è creato attorno alla necessità di promuovere una Costituzione della Terra.
Invertire la rotta potrebbe ancora essere possibile e farlo adesso, con l’umanità sull’orlo di un baratro apocalittico, è indispensabile!